Into your shoes

Dal vostro punto di vista[1]

Che schifo di vita insulsa che ho! Possibile che mi sia ridotto a girare per blog il sabato sera? Ma questa la chiamo vita? Potrei essere là fuori ad esplorare il mondo, a conoscere persone, a fare amicizia e innamorarmi, e invece sto qua a… ma che cazz…? Ma chi è sto sfigato che chiama il suo blog ‘intrinseca bruttezza interiore’? Cristo santo, e io che pensavo di aver toccato il fondo, invece eccoti qua che mi compare uno più sfigato di me… dev’essere proprio un depressone cronico questo qua… diamo un’occhiata a che ci racconta… ma che è?!? Ma questo qua è il tizio del blog? E che ci fa con un calzino azzurro in testa? Ah! Ma è turchese… ho capito: l’ennesimo stronzo che vuole mettersi in mostra con sta storia del magistrato… com’è che si chiamava? Ah, si… Mesiano, certo che effettivamente era proprio una cagata quel servizio su mattino cinque… Ma guarda tu, fa pure il vago, certo come no: ti sei ripromesso di non pubblicare il tuo volto e dopo tre post già non resisti più e devi farti vedere… questi giovani d’oggi pensano solo ad apparire, non c’è più religione, ne mezze stagioni, fra un po’ non ci sarà neanche più il caciocavallo. E questo che è… “into mai scioes?”… io non lo capisco proprio l’inglese, perché si ostinano tutti a parlarlo? Possibile che nessuno sia più in grado di usare il buon vecchio italiano? Vediamo un po’ “Ma che palle, scrivo tre post, divertenti, ironici, intelligenti, interessanti”… ecco, già non mi piace… mmm, ma che bello, un’accozzaglia di parolacce messe insieme alla meno peggio… possibile che nessuno dica o scriva più niente senza ricorrere al turpiloquio? Ah, ma sto tizio sta cercando di scrivere come se stesse pensando?!? Ma chi si crede di essere, James Joice? Che poi manco si capisce quello che vuole fare…  Ehi, ma che c’ha contro gli impiegati di banca sto ragazzino? Poverino, vive ancora nel mondo dei sogni, è convinto che se scapperà via, vivrà una vita piena e densa di emozioni… che carini questi adolescenti pieni di speranze e sogni del cassetto… Bravo, scappa scappa… Poi però quando ti trovo all’angolo della strada a mendicare per un tozzo di pane con quattro stracci addosso, non sarò certo io a regalarti la pagnotta… Basta, mi sono proprio rotto di questa tua bruttezza interiore… che poi è proprio azzeccato come nome del blog! Questo te lo devo riconoscere… Ci si vede brutto… cioè veramente non credo che metterò più piede in questo blog…

No, non ho proprio voglia di chiamarla ora, sennò quella straccia cazzi mi attacca un’altra solfa di 3 ore “papà, devi mangiare, sei ancora giovane, non puoi lasciarti deperire in questo modo” vabbè, non posso non chiamarla… cheppalle…




[1] Si consiglia di leggere prima il post che precede

Into your shoesultima modifica: 2009-10-26T21:05:00+01:00da karion91
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento